Alla ricerca delle origini… In Canada!

 

Questa è la storia del tempo che gira, dei corsi e ricorsi, dei giochi del destino. Questa è la storia di una passione indomabile, quella di Agostino per la birra, e di un’illuminazione: del momento in cui la passione prese forma, ed Agostino seppe esattamente il modo in cui l’avrebbe trasformata in un lavoro. Perché la storia di Birrificio Italiano come lo conoscete comincia 29 anni fa in British Columbia… Ma andiamo per ordine.

 

Era il 1986. La laurea era appena arrivata, dopo la stesura di una tesi sperimentale sotto la guida del prof. Gaspare Volonterio condotta alla Poretti di Induno Olona. Si festeggiò con un viaggio nella provincia di Vancouver, tra orsi, trekking e un continente che ancora era 30 anni avanti; dove la birra craft era già realtà in primo fermento e non più inarrivabile utopia. Si arrivò un giorno, per caso, alla Granville Island Brewery – aveva aperto da due anni prima. Il brewpub in cui si producevano e spillavano in un unico locale birre pulite, integre, buone fu una folgorazione: su quell’immagine, impressa nella mente indelebilmente, sarebbe stato fondato 10 anni dopo Birrificio Italiano; nella sua forma originale di brewpub, in quel di Lurago.

 

È il 2015. Siamo in giro da una settimana ospiti di grandi realtà birrarie dell’Ovest degli Stati Uniti. Dopo un Firestone Walker Invitational speso a brindare accanto agli amici di Firestone, Russian River e altri, dopo i giorni passati tra San Francisco, Seattle e Portland alla scoperta di mondi che abbiamo voluto far nostri, il tempo di un giorno libero ci porta di nuovo a Vancouver. Si va in pellegrinaggio, religiosamente, a Granville Island – si beve, si guarda intorno, ci si presenta. Conosciamo Kevin, l’attuale birraio, che nel 1986 forse non era ancora nato. Gli si racconta questa strana storia, di cosa sia diventato Birrificio Italiano, di come sia nato, di quanto sia legato a doppio filo a quegli stabilimenti in cui muoviamo quasi increduli dei passi. Beviamo una birra con Kevin, scherziamo e ci parliamo con serietà. Dalla memoria nasce il futuro. Perché forse faremo una collaboration brew, ci diciamo; ma di quelle autentiche, celebrative davvero, che hanno un significato spirituale e storico più che ruvidamente commerciale.

 

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