Il ciclo produttivo

schema del birrificio

Dal magazzino materie prime (F) il malto d'orzo, dopo una macinazione grossolana, viene versato, in quantità e qualità variabili, nella CALDAIA DI MISCELA E DEL MOSTO (A) dove viene miscelato con acqua.

Caldaia di miscela e del mosto, e tino di filtrazione

La massa risultante, MISCELA, viene portata con un riscaldamento a gradini fino alla temperatura di 77°C per procedere, quindi, alla verifica dell'avvenuta saccarificazione (la saccarificazione è la trasformazione necessaria dell'amido del malto in zuccheri; il lievito provvederà poi a trasformarli in alcool e anidride carbonica).

Alla fine della suddetta PAUSA DI SACCARIFICAZIONE, la miscela viene trasferita nel TINO DI FILTRAZIONE (B) dove si separa la parte liquida detta MOSTO. Il mosto, filtrato e perfettamente limpido, torna nella caldaia dove viene portato ad ebollizione per 90 minuti.

Tini di fermentazione e serbatoi di maturazioneIn questa fase, detta di COTTURA E LUPPOLAMENTO, avviene l'aggiunta del luppolo in pellets (fiori pressati). A fine cottura, il mostoviene raffreddato e trasferito ai TINI DI FERMENTAZIONE (C) dove, grazie all'aggiunta del lievito, comincia la fase di "fermentazione primaria" e la maggior parte degli zuccheri subisce la trasformazione in alcool.

Dopo una settimana circa, la "birra giovane" passa alla fase di MATURAZIONE ED AFFINAMENTO (D) al termine della quale la birra raggiunge naturalmente la necessaria gasatura e rotondità di gusto.

Dai SERBATOI DI MATURAZIONE, la birra viene portata direttamente alle SPINE DEL LOCALE (E). La presenza costante del lievito dona alla birra un aspetto opalino diverso da quello delle birre industriali che si traduce, a livello di gusto, in una sensazione di pastosità e pienezza.

Dal punto di vista nutrizionale la presenza del lievito ed il fatto che la birra non venga pastorizzata rendono il prodotto particolarmente ricco di vitamine ed altri integratori dietetici.