Direttamente
dalla ricerca di "ghiottonerie" che da sempre conduco per naturale
predisposizione (ghiottoneria!), nascono i menù e la filosofia gastronomica del
Birrificio. Sia detto per inciso che non amo l'eccessiva rielaborazione dei sapori e che
preferisco sia la materia a parlare direttamente; per questo, la prima preoccupazione è
sempre la scelta di alimenti di prima qualità e soprattutto il reperimento degli stessi
nella loro zona d'origine. In particolare per quanto io ci tenga a mantenere un ampio
campo di ricerca, è sicuramente forte l'influsso della tradizione senese e di quella del
basso trentino. Dalla prima ha attinto a piene mani per arrivare ad una selezione di
salumi locali assieme alla tradizionale "salciccia" (Fattoria
"Belsedere", Trequanda),
una di cacio pecorino
di Pienza (dal Caseificio
di Silvana Cugusi, Montepulciano), l'olio extravergine di oliva (Cooperativa "Il
lecceto", Castelmuzio) ed una serie di piatti tipici particolarmente saporiti ed
adatti all'accompagnamento con la birra. Dal Trentino (terra di origine di quella
meravigliosa cuoca che è mia madre) arriva direttamente la "Carne salada"
servita, secondo tradizione, con fagioli lessati ben caldi. Altra grande invenzione
trentina è la "Polenta di patate" che si accompagna con cicoria Trevisana
fresca, o, a richiesta, grigliata. Dall'arte dolciaria di mia madre arriva la "Torta
del Birrificio" semplice e ghiotta invenzione a base di mele; altre torte, semifreddi
e naturalmente la "Mousse" al cioccolato sono sempre disponibili. Il
"Birrificio" propone dunque serate culinarie che, nei contenuti e nel tipo di
servizio, vogliono essere informali ma soprattutto innovative. L'incontro, nel corso della
serata, tra coloro che scelgono la classica cena a portate, quelli che preferiscono
gustare un solo piatto (caldo o freddo) magari in ore più tarde, quelli che invece
arrivano spinti più che altro dalla voglia di birra, restituisce un ambiente
particolarmente vivace e stimolante.IL VIVANDIERE |