L’Intervistona – Gabriele Lizio Bruno, Luppolo 12, Roma

Da oggi ha inizio una nuova rubrica sul blog di Birrificio Italiano: è L’INTERVISTONA, una raffica di domande che porremo a turno a diversi publican in giro per l’Italia (e in futuro, anche oltre, chissà).

Oggi è il turno di Gabriele Lizio Bruno, gestore di Luppolo12 e Luppolo Station a Roma; due locali di apertura recente entrati in un lampo nel gotha birrario romano. INTERVISTONA, pronti, VIA!


Agostino, al centro con i ragazzi del Luppolo12 di Roma; Diego (a sinistra) e Gabriele
Agostino, al centro con i ragazzi del Luppolo12 di Roma; Diego (a sinistra) e Gabriele

Nome!

Gabriele Lizio Bruno

Come si chiama il tuo pub?
Nel 2012 io e il mio socio Diego Vitucci abbiamo aperto il Luppolo12 a San Lorenzo, e di recente il Luppolo Station a Trastevere, ristopub che vuole avvicinare il mondo della birra a quello della cucina. Giovedì Agostino Arioli sarà ospite al Luppolo Station per una cena con abbinamento e tap takeover (16 birre!)

Dove si trovano i pub?

I locali sono entrambi a Roma, il Luppolo12 in via dei Marrucini 12 in zona San Lorenzo e lo Station in via Giuseppe Parini 4, vicino a stazione Trastevere.

Il tuo pub in tre parole:

Parlando dello Station, visto che sarà il protagonista della serata con Birrificio italiano: Delle Grandi Occasioni.

La birra si beve o si degusta?

la birra si beve in compagnia. Oggi, in presenza di centinaia di produzioni di nuovi birrifici, spesso è d’obbligo degustare o assaggiare per evitare di rovinarsi la serata con gli amici.

Perché?

La birra pessima è dietro l’angolo.
Nello specifico, ai publican tocca degustare svariate birre propostegli in settimana, per selezionare le migliori dal vendere al cliente.

Cos’è per te la qualità di una birra?

Per chi si affaccia da poco in questo mondo potrebbe essere la semplice bontà o differenza di sapori, nuovi, percepiti rispetto ad una birra industriale. Per me, dopo anni che provo birre, è importante che il prodotto sia fresco e che la birra sia ben fatta a livello organolettico. La qualità percepita si affina col palato, dopo anni di bevute 😉

È più bello stare dietro le spine o dall’altra parte del bancone?

Dall’altra parte del bancone, seduto a goderti la tua birra. La stessa birra bevuta in piedi mentre sei impegnato a servire altra gente, non ha lo stesso sapore.

Qual è per te la cosa più bella del mondo della birra artigianale?

Credo che la cosa più bella del mondo – in assoluto – sia il momento in cui scopri la birra artigianale. La prima sorsata di un qualcosa che non hai mai provato, che hai sempre bevuto in modo diverso (industriale), non apprezzandolo a pieno. Credo sia però più un fenomeno italiano legato al nostro passato privo di tradizione birraria.

E la cosa che proprio non sopporti?
Non ce n’è una in particolare. Attualmente il periodo che stiamo vivendo, bello, di boom, ma che comporta un’esplosione maggiore di produttori occasionali, che altro non fanno che immettere sul mercato birre mediocri.

Com’è fatta la tua birra ideale?

Equilibrata, senza eccessi. Che siano di spezie, di luppoli o quant’altro.
Ogni stagione ha le sue birre e io vado di pari passo

La tua birra preferita del Birrificio Italiano è...
Come sai, non posso dartene una sola. Anche quando lavoro dietro al banco mi chiedono di servirgli la mia preferita o addirittura la più buona. Ci sono birre per ogni momento della giornata, per ogni umore e clima… Io amo la Tipopils, la Nigredo, la Bibock, l’Extra Hop, la Delia, e così via: non sarebbe bastato preferire una sola birra per organizzare una serata con Agostino. La sua bravura e passione la trovi in ogni birra prodotta. Se però mi chiedi qual è uno dei miei birrifici preferiti, allora ti rispondo Birrificio Italiano.

Descrivici una birra come se fossimo dei clienti totalmente ignoranti in materia.
Tra le tante possiamo parlare della Tipopils. Quando viene un cliente che è alle prime armi con le birre artigianali, gliene parlo come di una birra totalmente diversa da quelle a cui probabilmente è abituato. La prima cosa è l’odore, la birra ha un profumo distinguibile, in questo caso ricorda il pane. Questo è il primo valore aggiunto rispetto a una birra commerciale. Glielo faccio notare. Poi lo invito a bere e spesso la prima reazione è: “ammazza, bona!”… O qualcosa di simile. A questo punto è importante sottolineare quanto sia ricca questa birra, che ci sono birre e “birre”, che gli ingredienti contano, che la pastorizzazione ammazza il prodotto, e che soprattutto è la mano del birraio a fare la differenza. Diciamo che più o meno questo è l’approccio con un nuovo curioso avventore.

Adesso descrivici la stessa birra come se fossimo dei beer nerd consumati.

I beer nerd già sanno il fatto loro, non ho molto da descrivergli. In questi casi, la bevuta vale più di 1000 parole, possono fare da sé. Diciamo che da un beer nerd mi aspetto solo commenti positivi. Anche se c’è una contraddizione nella tua domanda: non vedo come un beer nerd non possa conoscere un capolavoro come la Tipopils 😉

Come vedi il movimento birrario italiano tra 5 anni?

Non so se tra 5 o 15, ma ci sarà un riassorbimento di tanti venditori e produttori occasionali. Se ora abbiamo fatto 4 passi in avanti, al più presto ne faremo 2 indietro. Ciò non vuol dire che il movimento ne perderà in valore, ma al contrario ne guadagnerà in qualità. Torneremo a bere meglio, con più sicurezza. Conosceremo i pub che vendono ottimi prodotti e birrifici che amano il loro lavoro. Comunque la strada è lunga, e lo scenario ideale non ci sarà mai. Posso solo consigliare ai lettori di trovare il loro pub di fiducia, e di non accettare birre dagli sconosciuti 😉

Come e dove ti vedi tu?

Io mi vedo a casa, in uno dei miei 2 pub, a fare quello che mi piace e a dare fiducia ai clienti. Poi tra 30 anni con qualche fusto a vivere in campagna.

Domanda JOLLY. Usa questo spazio per dire a chi leggerà questa intervista tutto ciò che ti passa per la testa

Bevete con consapevolezza e ci vediamo questo giovedì insieme al Mastro Agostino Arioli!

Ci fai un saluto?

Saluto il mio grande amico e socio di una vita Diego Vitucci, la mia socia di vita nonchè socia del Luppolo Station Giovanna Menicucci, il mio socio fratellone Andrea Lizio Bruno, il mio tesoruccio Paolo Pustorino, la stella emergente Dario Vitucci e la orientale Eleonora Di Mario. Poi Squad di Hop Warriors, beer firm emergente dai grandi propositi… Tutto lo zoccolo duro del Luppolo12, Alex, Gaetano, Rafiq, Squad e quello del Luppolo Station, giovane ma promettente: Fabio, Claudia R., Claudia M., Federico Hop Warriors, Michela, Agostino e tutta la cucina.

Infine un saluto a tutti i lettori e ai nostri clienti, ormai intenditori di 1° livello!

Ciao!


EVENTO FACEBOOK “MANGIA E BEVI COL BIRRAIO… AGOSTINO ARIOLI” DEL 26 NOVEMBRE AL LUPPOLO STATION: https://www.facebook.com/events/633628406780437/