Sharevolution capitolo 4. Pensieri sparsi e disordinati. Il blog di Francesca!

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Così la mia avventura a Left Hand volge al termine: ma non Sharevolution, che continuerà con Henry, in arrivo al Birrificio la prossima settimana! Dopo gli episodi uno, due e tre del mio blog quindi ora di raccogliere le mie ultime considerazioni sull’esperienza appena trascorsa, le analogie e le differenze tra la produzione birraria in Italia e lo stesso procedimento realizzato su diversa scala, in un’altra lingua, con attorno una società del tutto diversa, in Colorado. Ve le riporto in ordine sparso, in attesa di leggere da settimana prossima il racconto della nostra collaborazione condivisa da un nuovo punto di vista!

– tecnologia birraria –

Rispetto all’impianto BI a tubazioni mobili, in cui per trasportare la birra da un punto A a un punto B si collega un tubo ad entrambe le estremità, la tecnologia Left Hand si sviluppa in modo totalmente diverso: tubature fisse si riuniscono in pannelli carichi di bocchette, ognuna delle quali collega in modo univoco due punti del birrificio (fermentatori, tini di cottura, maturatori). Se ne ha che la mappa dei tubi in Left Hand sia un labirinto estremamente complicato, per una nuova arrivata come me; nonostante il sistema una volta che lo si padroneggi e si impari da dove viene una bocchetta e dove va, sia tutto sommato più pratico. Dopo essermi persa come Alice nella tana del Bianconiglio a seguire con gli occhi ciascun tubo correre lungo le pareti finché non giungeva a destinazione (o spariva all’orizzonte), posso dire di aver imparato correttamente a gestire i loop dei tubi, i pannelli, le bocchette. Ho imparato anche a dare il 5 come un birraio americano, ossia afferrando la mano del partner dopo l’impatto. Farò tesoro di queste esperienze.

– animali assenti e scoperte alternative –

Ho passato il mese trascorso in Colorado a cercare raccoons e aquile. Per avvistarli sono stata perfino all’Overlook hotel (sì, quello di Shining). Ne ho trovati un buon numero, cioè zero. In compenso ho scoperto cosa sia uno shotgun (forare la base di una lattina di birra e poi aprirla, per berla dal buco senza effetto vuoto e quindi in pochissimi secondi). L’ho fatto una volta sola, poi forse sono passate delle aquile e dei raccoon, ma io non li ho visti.

– clamps e improperi –

La staffa usata in birrificio per raccordare due tubi si chiama clamp. È composto di due pezzi di metallo tenuti insieme da una vite, e si pone attorno alle guarnizioni dei due tubi per unirli insieme a tenuta stagna. Adesso immaginate di tenere i due tubi con una mano, di usarne un’altra per mettere l’attrezzo al suo posto e una terza per stringere la vite… Tenendo sempre ben presente che non avete davvero una terza mano a disposizione. Oltre a questo, sappiate che i clamp che usano a Left Hand sono leggermente diversi da quelli che impieghiamo al Birrificio. In un mese ho imparato a gestirli – il personale di Left Hand, in cambio, ha ottenuto da me un master sulle parolacce in italiano.

– segreti –

Il modo in cui vengono imbottigliate con aggiunta di carboazoto le birre della linea Nitro di Left Hand è top secret. Ho promesso di mantenere il segreto… Se loro manterranno quello sul ceppo di lievito che utilizziamo noi per Bibock!

– follia –

Una sera si chiacchierava… “Noi per la Nigredo tostiamo il luppolo” dico, quasi intimidita da quanto potesse sembrare fuori di testa la cosa. “Noi AFFUMICHIAMO IL MALTO” ammettono, come se si fosse a un gruppo di auto-aiuto. Al che mi lascio andare: “Quando si fa la Scires passiamo giorni a disossare le ciliegie…” e loro: “e noi a centrifugare kili di zenzero per la Juju Ginger!”. Lacrime. Abbraccio collettivo. (Scherzi a parte: la follia – cioè impiegare procedimenti e ingredienti assolutamente non funzionali in termini di efficienza, per il puro amore di ottenere un preciso risultato; faticare il doppio per migliorare anche solo di una sfumatura l’effetto finale… Questo è artigianato. Love.)

– musica –

Come da noi a Left Hand si ascoltano metal in sala cotte e reggaeton al packaging. Choose your dancefloor!

– sogni –

Una cosa che non smetterò mai di invidiare ai birrai di Left Hand è la presenza di un impiantino pilota lasciato a disposizione dei birrai per i loro esperimenti personali. Wow!

Altra cosa molto bella è stata vedere al supermercato tutta la birra stoccata in frigorifero: sarebbe bello vedere anche da noi una simile cultura della freschezza e del mantenimento della birra con attenzione alla sua qualità, ma probabilmente dovrà passare del tempo prima che accada qualcosa di simile. In compenso, nello stesso supermarket, i formaggi freschi erano tenuti a temperatura ambiente. Non si può avere tutto…

– bagagli –

Non vi dirò quante esperienza grandiose porto in valigia con me, né quanta parte del mio cuore sia rimasta a Longmont: io in valigia ci ho messo un bel po’ di birre, e in Colorado ci ho lasciato dei vestiti (per fare spazio alle birre, appunto). E un paio di scarpe, anche…

– conclusioni –

Sharevolution è una bella sfida: una di quelle su cui scommettere di pancia, una cosa che se funziona a dovere cambierà tutto. Ma in fondo, basta aver incontrato persone con la mia stessa “sete”… Quella bella… Quella non aspetta nient’altro che la birra giusta, da fare o da bere, per potersela godere “come si deve”. Condividere questa passione è una cosa impagabile, e non ha bisogno di parole. Per cui guardiamo al futuro, stappiamone un’altra e… Cheers, Left Hand! Alla vostra!