| "Tipopils®" · l'Autocoscienza | ||
| E' così efficiente nel togliere la sete che dopo il primo bicchiere non ci
sarebbe bisogno di berne altra ; la voglia di sperimentare nuovamente la gratificazione
legata al primo sorso porta invece irrimediabilmente a berne altra e poi altra e poi altra
ancora. L'effetto euforizzante dei primi bicchieri permane anche con gli altri e non si
rischia mai di ritrovarsi improvvisamente "ubriachi" con tutte le conseguenze
che ne derivano. La bevo perché non voglio ubriacarmi ma voglio fare più sorsi possibili
di una bevanda che adoro ; a volte, accidentalmente, diventa un gesto automatico che
ripeto senza nessun particolare motivo ; è questa l'altra faccia della medaglia : una
birra così può essere bevuta in grandi quantità anche senza accorgersene (PERICOLO!).
Richiede più assennatezza nel bere di quella che richiedono altre birre. Per questo,
oltre a porla al 5° livello di intensità ho deciso di attribuirle il seguente nomignolo:
"l'Autocoscienza" P.s.: la "Tipopils®" vanta un record molto speciale: il maggior numero di storpiature del suo nome; eccone un breve campionario: Tipòpils (Tipo Chic), Tripolis (Tipo Coloniale), Tripopils (Tipo Casereccio), Topopils (Tipo Bestiale), Popopils (Tipo Compagno), Tipòlis (Tipo Inutilmente Raffinato), Troppopils (Tipo Esagerato), Triplis (Tipo Dislessico), Tipopista (Tipo Effetto Congiunto di Pillole Verdi e Blu) e tante altre ancora. Non pensavo certo che questo nome potesse creare simili problemi linguistici, anzi, per essere ancora più esatti, il nome più frequentemente usato per indicarla è un mormorio atonale e poco scandito che è una via di mezzo tra "Tip ... rmbmls ... ls" e "T ... plmnmp ... ils". |
Scheda
tecnica: Si tratta di una bionda prodotta per "infusione" con il 5,2% circa di alcool in volume (12 gradi saccarometrici in peso), di gusto piuttosto secco e fortemente luppolata. Dopo una fermentazione primaria piuttosto lunga, la birra passa alla fase di maturazione di durata contenuta entro le 2 settimane circa. Ingredienti: acqua di durezza totale attorno ai 30° Francesi; luppolo: si utilizzano quattro diverse varietà. Per la prima gettata un luppolo fortemente amaro tipo Hallertauer Magnum, per la seconda un luppolo mediamente aromatico e amaro tipo Hallertauer Perle, per la terza ed ultima aggiunta Hallertauer Hersbrücker e Hallertauer Saaz (varietà tipicamente ricche di oli essenziali) che hanno limportante compito di cedere gli aromi più fini del luppolo al mosto. Prima della maturazione si aggiunge, a freddo, altro luppolo Saaz che rilascia un fine aroma erbaceo di luppolo; malto Pilsener e un poco di Caramello (per il colore) di provenienza francese e tedesca; lievito tipo Saccharomyces carlsbergensis proveniente dai laboratori
della università birraria di Baviera (Weihenstephan). |
Dalle sessioni di degustazione tenute al "Birrificio
Italiano®" nel giugno 1998 nel corso del ciclo di incontri: Una passione, una
cultura, una tecnologia: la birra!. |