Sharevolution Episodio III. Ultima settimana a Left Hand!

Francesca è stata impegnatissima! La settimana scorsa ha trascorso parte del suo tempo con i team Logistica e Vendite di Left Hand, imparando ad elaborare previsioni di vendita e a pianificare in anticipo gli approvvigionamenti di materiale; per vedere infine come viene distribuita a livello locale la birra dei nostri partner d’oltreoceano. Tra le altre esperienze, una visita a Odell per approfondimenti sulla conservazione e sull’uso dei luppoli in fiore; una ad Avery alla scoperta del loro programma di invecchiamenti in botte, ed infine sanissime bevute alla mitica Falling Rock Tap House; che è stata teatro di un incontro con Bryan e Paul – autori del meraviglioso libro “Italy Beer Country”. Il tutto è stato condito da sottaceti fritti, generose libagioni di alette di pollo in tutte le salse (fritte, buffalo, ranch) e… Da una degustazione di bacon! Ma procediamo con ordine:

 

Logistica e vendite

 

In un momento qualsiasi, un birrificio è immerso contemporaneamente nel più rigido ordine e nel caos totale. Il birrificio di Schrödinger…

Se per il capo-cotta ordine e disciplina nei tini e nei fermentatori sono L’UNICA regola, quella che permette di produrre birra buona e costante… Ciò che accade ATTORNO ai tini e ai fermentatori, ecco – quello è il caos di cui sopra.

Un’infinità di processi accadono allo stesso tempo: pulizia, produzione, confezionamento, maturazione, dry-hopping, sanitizzazione… Strumenti, ingredienti, informazioni, persone sono in continuo movimento, e può essere difficile a volte trovare il singolo oggetto (o collega!) che cerchi.

Qui a Left Hand, la risposta al classico problema dell’ago nel pagliaio si chiama Pete: è il campione di Tetris cui compito è incastrare tutto alla perfezione nei magazzini degli ingredienti, degli attrezzi, della birra finita e fare in modo che venga trovato quando serve. Il motto di Pete è estremamente “semplice”: “La cosa giusta, al momento giusto, nel posto giusto; nelle quantità e condizioni giuste”. Dio solo sa come riesca a tenere traccia di tutto ma, beh, ci riesce.

I “5 giusti” di Pete sono ciò che tiene un birrificio a galla. E penso che siano perfetti non solo per il lavoro dentro il birrificio, ma anche a quanto accade all’esterno, alla distribuzione e alla vendita. Quale potrebbe per un birrificio la miglior strategia commerciale, se non il consegnare la birra giusta, al momento e al posto giusto, nella quantità giusta e – soprattutto – nelle condizioni ideali?

Ovviamente questo è più facile a dirsi che a farsi: ma una pianificazione adeguata e la conoscenza approfondita dei mercati di riferimento rendono effettivamente possibile una quantificazione corretta delle variabili affinché la birra possa arrivare in uno “stato di salute” perfetto ai giusti posti e al giusto momento; e infine raggiungere un pubblico diffuso al meglio del suo potenziale.

Sia negli USA che in Europa le multinazionali della birra, vuote di contenuti e anima, cercano nuove fonti di profitto acquisendo birrifici artigianali; proprio per riempire i “vuoti” di cui sopra; che sono nella loro natura. Qui, nei pub, è cosa comune trovare grandi birre craft “spina a spina” con Coors o Budweiser. Nick, il mio Cicerone tra i clienti Left Hand di Denver, mi ha lasciata stupita dicendo che secondo lui questa è un’opportunità per il prodotto craft più che una minaccia. “Perché?” – gli ho chiesto. “Perché così qualsiasi avventore quotidiano può entrare al bar, lasciarsi incuriosire, ordinare entrambe le birre, provare la differenza… E non tornare più indietro!”, mi ha risposto.

Come avrete notato nei blog precedenti, una delle cose che ho provato a fare durante la mia permanenza negli USA è stata trovare, per ogni settore che ho esplorato, un collegamento che unisse gli esponenti del movimento craft in tutto il mondo.

Dopo le parole di Nick, volevo capire più in profondità la situazione del mercato, e quando ho chiesto come riescano i birrai americani ad emergere su un mercato che diventa ogni giorno più ostile e confusionario da decifrare per il bevitore ordinario, e perché pensa che un numero sempre più grandi di birrifici craft stia nascendo nonostante le possibili difficoltà e tutto il duro lavoro che li aspetta… Nick ha sorriso, preso una bottiglia dal cartone che aveva appena consegnato e me l’ha mostrata; indicando col dito sull’etichetta la scritta “RIGHTEOUSLY INDEPENDENT”.

Virtuosamente Indipendenti. Così è scritto su ogni etichetta di Left Hand. Così vogliamo che sia la nostra birra. E così ci sentiamo, i birrai e i bevitori di birra buona. Tutti noi.

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Leggi gli Episodi I  e II

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