Sharevolution episodio IV – Il blog di Hank!

Salute!
Salute!

 

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Cominciamo dicendo che non sono granché come blogger o scrittore… Preferisco essere un birraio, ma soprattutto uno che la birra è bravo a berla, e che ama parlarne. Messo in chiaro questo, passiamo a dire che mi chiamo Henry Myers e a Left Hand tutti mi chiamano “Hank”. Ho lavorato in birrificio per 7 anni: ho iniziato al confezionamento, passato un paio d’anni a fare cotte, e adesso sono il responsabile della cantina! Mi piacciono la buona birra, il buon cibo e soprattutto condividere queste cose con chi mi circonda.

Essere parte di Sharevolution è un onore e non riesco a credere che sia vero, anche dopo quasi un intensissimo mese passato in Italia… Grazie Birrificio Italiano e Left Hand!

Ma passiamo a parlare della mia esperienza qui all’Officina Alchemica. Prima di partire da Longmont, una delle cose di cui ero più preoccupato era che non sarei riuscito a parlare in Italiano con lo staff del Birrificio. Fortunatamente è servito poco perché mi accorgessi che tutti al Birrificio Italiano parlano almeno un po’ di Inglese (alcuni benissimo) o di Spagnolo. Tutti hanno provato a venirmi incontro mettendomi a mio agio con la lingua… E un altro grazie sulla tua lista, Birrificio Italiano! Anche se parlare non è servito: la lingua dei birrai trascende le nazionalità e le barriere culturali, quindi anche quando le parole non funzionavano a dovere bastava uno sguardo d’intesa per capire cosa l’altra persona stesse facendo o provando a dire.

Una cosa di cui Francesca ha scritto molto nei suoi blog sull’esperienza a Left Hand è la differenza di dimensioni tra i due birrifici: mi aveva detto che Birrificio Italiano sarebbe stato microscopico rispetto a Left Hand… E così forse l’ho immaginato troppo piccolo! In realtà il Birrificio è più grande di come l’avevo pensato, certo è un microbirrificio… Ma va come un treno! Tutto lo staff del Birrificio ha una passione per ciò che fa che è palpabile, fin dal primo momento. Qui si fa birra per 5 giorni a settimana con cotte da circa 23Hl, si fa un sacco di dryhopping, nessuna fitrazione o pastorizzazione e si confeziona birra in bottiglie e fusti di parecchi formati diversi… E si producono birre fantastiche invecchiate in legno, intellettualmente divertenti oltre che ottime!

Una delle cose che amo di più di Birrificio Italiano è che si lavori su un turno solo: così tutti sanno esattamente cosa stia succedendo in sala cotte o in cantina perché tutto lo staff lavora contemporaneamente, senza fare la staffetta e darsi il cambio. Tutta la squadra si incontra a inizio turno per un briefing, poi… Si corre! Lavorare su un solo turno significa anche chiudere la giornata dando la buona notte alla birra. Un giro in cantina, si controlla la pressione dei tank, che tutto sia pulito e in ordine, che ciò che deve essere spento sia spento e ciò che deve essere acceso… acceso (duh). Quindi un brindisi, due chiacchiere, luci spente e… Ciao ciao birra!

Ma passiamo a parlare di un’altra cosa grossa: il cibo. Wow!!! Tutto è una bomba! La pasta mi sembra che venga da un altro mondo, la più buona che ho mangiato si chiama Pizzoccheri e sono tagliolini di grano saraceno con patate, bieta, formaggio di montagna, salvia, aglio e tanto burro. Sappiate che sto sbavando… La pizza invece è il miglior cibo della storia e in Italia, beh, lo fanno da paura! Ovviamente la mangio ogni volta che posso. Con tanto prosciutto crudo sopra – un’altra cosa che mi manda fuori di testa!

Alla prossima 🙂 !

 

Henry Myers a.k.a. “Hank”